sabato 24 novembre 2012

AL CALAR DELLA SERA

Ho consumato strade
ho salito gradini, ho sceso scale.
Stefyp.
Nelle tasche bucate
ho tra le mani
sassolini del mio vagare.
So di terra, so di mare e non tengo
ancora per ormeggiare.
Ora il vento
parla di strade in discesa
e il silenzio,
è un silenzio oscuro.
Nell'aria pungente
solo fruscii di eriche lontane
e fioche fraganze di lavande.
Il mare osserva muto
l'effimero gioco di luci
di un viaggio senza tempo e
la mente ogni pensiero affonda
come l'onda nella sabbia
scompare silenziosa.
                      Stefyp.

8 commenti:

  1. Una poesia bellissima , dolcemente malinconica. Mi colpisce il vento che parla di strade in discesa e il silenzio che è oscuro...mi fa pensare alla vita che si avvia verso la sua fine...
    Ciao, buon fine settimana.
    Antonella

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  2. quando alleggeriamo il nostro bagaglio, il nostro andare fluisce leggero e il cammino diviene meno faticoso.
    bellissima.
    un abbraccio.

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  3. c'è un sottile filo di malinconia nel tuo vagare,sottolineato da quel silenzio oscuro,bella poesia
    ciao STefy,buona domenica

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    1. Ciao Antonella, sì quello che hai letto tra le righe in parte è il senso di questi versi. La constatazione che facciamo parte di un disegno che non è eterno, ma fortunatamente non sappiamo quando sarà la fine. Grazie anche a Damiano e Gabe per i vostri interessanti commenti. Ciao

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  4. E' nell'aria dell'autunno la melanconia. Struggente desiderio di voci che il vento ripropone sfiorandoci il viso. Grazie e Ciao!Mi è piaciuta la tua poesia!

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  5. Grazie Lucia, per il tuo commento, ben arrivata! Ciao

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  6. Molto suggestiva dolce e malinconica. Racchiude un mondo fatto di emozioni che lentamente stanno morendo.
    Un abbraccio
    Xav :)

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    1. Grazie Xavier, apprezzo il tuo commento, Ciao

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