mercoledì 22 maggio 2013

SCELTE PER VOI

4° APPUNTAMENTO

ANNA ACMATOVA

Il suo capolavoro " Requiem": 12 Canti in cui nessuna parola è superflua e i destini individuali si fondono con il destino corale della Russia, fu ispirato da una domanda che le fecero un giorno. Racconta la stessa Acmatova che una donna dalle labbra  livide la riconobbe tra la folla e le bisbigliò: (bisbigliavano tutti in quel periodo) "Può descrivere tutto questo?". "Posso", rispose lei, e allora una specie di sorriso scivolò lungo quello che una volta era stato il volto della donna.
Scriverà Requiem logorata dall’ansia per la sorte del figlio  e vi apporrà questa dedica (condannato a morte, Lev vedrà commutata la pena nell'esilio): 
A quelle che furono le compagne del mio stesso strazio.
Dove sono ora le amiche involontarie
di quei miei anni satanici?
Che cosa appare nella loro bufera siberiana?
Che cosa balugina loro nel disco lunare?
A loro invio il mio saluto di commiato.

Nell’epilogo torna a rivolgersi a loro:
Di loro mi rammento sempre e dovunque
di loro nemmeno in una nuova sventura mi scorderò.
E se mi chiuderanno la bocca tormentata
con cui grida un popolo di cento milioni
che esse mi commemorino allo stesso modo
alla vigilia del mio giorno di suffragio.
Naturalmente Requiem non venne pubblicato, troppo evidenti erano i riferimenti al terrore staliniano: era il più grande atto di accusa di un popolo contro la tirannia. Il poeta dei dolci amori sfortunati era diventato il poeta di una grande tragedia nazionale.



Cartolina (XIXsec.)
Odessa - Richelieu
Scorre placido il placido Don,
La luna gialla entra in casa,

Entra con un cappello, di sghimbescio
Vede la luna gialla un'ombra.

Questa donna ammalata,
Questa donna sola,

Il marito nella tomba, il figlio in prigione,
Pregate per me.

No, non sono io, è un altro che soffre.
Io così non potrei, e quando è accaduto
Che teli neri lo ricoprano
E portino via i lampioni...
                 Notte.

Bisognerebbe mostrarti, burlona
E favorita di tutti gli amici,
Allegra peccatrice di Càrskoe Selò,
Che cosa ne sarà della tua vita -
Come tredicesima, con un pacco,
Starai in fila sotto Le croci
E con le tue calde lacrime
Scioglierai il ghiaccio dell'anno nuovo.
Come il pioppo del carcere oscilla
E non c'è rumore - là quante
Vite innocenti hanno fine ... 
1938

Van Gogh
Ci fu un momento in cui l’Achmatova scrisse parole disperate:
Bisogna uccidere fino in fondo la memoria
bisogna che l’anima si purifichi
bisogna di nuovo imparare a vivere.

Ma il Poema senza eroe che cominciò a scrivere nel 1940 è proprio la dimostrazione che il poeta non aveva ucciso la memoria, che la sua anima non si era impietrita in conseguenza delle tragiche violenze vissute. 

Soltanto undici anni dopo la sua morte, i suoi connazionali poterono leggere Requiem e Poema senza eroe in una rivista sovietica. Nel centenario della sua nascita, l’Unesco dette il suo nome ad un asteroide.
                                                                (ricerche dal Web)

5 commenti:

  1. Cara Stefania, entrando da temi è sempre facile scoprire molte cose che ignoravo!!! Grazie a te che molte cose molto interessante ora le so.
    Ciao e buona giornata cara amica.
    Tomaso

    RispondiElimina
  2. Ciao Stefania, parole terribili quelle della Acmatova per parlare della tragedia della Russia intera.
    Mi colpisce quel " bisogna uccidere fino in fondo la memoria..." contiene tutto il dolore possibile.
    Ciao, buona giornata.
    Antonella

    RispondiElimina
  3. ...la commozione per questa figura femminile martoriata dalle inaccettabili iniquità di uomini stupidi, è grande...grazie Stefania di averla un giorno proposta...ti abbraccio con infinita tristezza..

    RispondiElimina
  4. Non sono stati periodi facili quelli della rivoluzione russa. Ho voluto proporvi questo passaggio della Acmatova, dare voce alla sua poetica per mostrare quello che questo popolo ha sofferto, ma potremo mai capirlo fino in fondo?
    Grazie a tutti per i vostri preziosi commenti,
    Un saluto, Stefania

    RispondiElimina
  5. Un inserto intenso che lascia pensare per la drammaticità del suo contenuto...molto interessante, nella sua lettura. Grazie Stefania, un caro saluto, silvia

    RispondiElimina