giovedì 24 ottobre 2013

CHE LIBRO LEGGO

PROPOSTE DI LETTURA 
SULLA POESIA

Il libro che voglio proporvi questo mese è
 "Ottanta Poesie"
del poeta russo OSIP MANDL'STAM




« E sopra il bosco quando fa sera
s'alza una luna di rame;
perché mai così poca musica,

perché mai un tale silenzio? » 

(Osip Mandel'stam, da Kamen) 





Osip Mandel'stam (1891-2938) è secondo molti il più grande poeta russo del Novecento. Malvisto dal regime sovietico dal 1934 subì il confino, il carcere e la deportazione. Morì vicino a Vladivostok prima di raggiungere un campo di lavoro della Koymà dove era destinato.




La raccolta Ottanta poesie è della collana Giulio Einaudi Editore per la traduzione di Remo Faccani e rappresenta l'edizione aggiornata del libro uscito nel 1998 Cinquanta poesie sempre della stessa collana. La raccolta tiene conto delle poesie degli anni Trenta quando Mandel'stam visse un'ultima stagione di grande ispirazione ed energia creativa.
Faccani nella sua traduzione cerca di restituire il più possibile il carattere poetico che distinge l'autore facendo molta attenzione alla trasportazione metrica in versi dalla tradizione italiana al tessuto sonoro dei testi.

BORIS MUSATOV
Le mie proposte:

 M'è dato un corpo - che ne farò io
di questo dono così unico e mio?

Sommessa gioia di respirare, esistere:
a chi ne debbo essere grato? Ditemi.

Sono giardiniere, e sono fiore.
Nel mondo-carcere io non languo solo.

Già sui vetri dell'eternità è posato
il mio respiro, il caldo del mio fiato.

L'impronta lasceranno di un disegno
e più non si saprà che mi appartiene.

Scoli via la fanghiglia dell'istante:
rimarrà il caro disegno, intatto.(1909)

ANDREAS SCHELFHOUT



 Quanto vorrei, oh quanto
- non visto, non sentito -
volare dietro a un raggio
là dove non esisto.

E tu nel cerchio irradia -
non c'è altra beatitudine -
e da una stella impara
che significhi luce.

Ciò che ti voglio dire
è che sto bisbigliando
e sottovoce affido
te, mia bambina, a un raggio.
(23 marzo - primi maggio del 1937)


Remo Faccani, in Osip Mandel'štam Ottanta poesie, Einaudi: "Leggo Mandel'štam, sotto le note di Rachmaninov; e sull’ascolto di Rachmaninov, leggo sempre Mandel'štam. Hanno dello straordinario in comune; il poeta russo scrive componendo uno spartito e il compositore nella sua musica da concerto crea poesia senza parole. Evocazione indotta dal fascino del binomio poetica e musicalità".

8 commenti:

  1. Proposte davvero interessanti, sulle quali è impossibile non soffermarsi, per poter ampliare la propria cultura....Grazie infinite, Stefania, buon giovedì e un caro saluto, silvia

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    1. Grazie Silvia apprezzo il tuo commento è un piacere leggerti.
      Buon fine settimana

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  2. Ciao Stefania,
    mi stai facendo venire la passione per i poeti russi, mi piacciono proprio tanto, non so se tu scegli il meglio del meglio quindi mi fai innamorare di loro o se sono tutti bravi e cosi potenti nell'esprimersi da conquistare. Fatto sta che tu sei bravissima e mi stai insegnando molto, quindi grazie!!!
    buona giornata un abbraccio

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    1. Ciao Audrey, anch'io ho scoperto questi poeti russi da poco, sono contenta che ti piacciano, questo in particolare ha una musicalità che prende molto.
      Grazie per il tuo commento.

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  3. Buon venerdì cara Stefania, sempre con un sorriso.
    Tomaso

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    1. Ciao Tommaso, un grosso abbraccio e un caloroso grazie.
      Buon fine settimana.

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  4. Grazie Stefania, le tue proposte sono davvero interessanti e la proposta alla lettura del libro sicuramente da seguire.

    Ti auguro una buona serata.
    Antonella

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    1. Il tuo commento mi fa piacere, grazie di essere passata.
      Un abbraccio,

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