mercoledì 30 ottobre 2013

SCELTE PER VOI

TRA POESIA E FOTOGRAFIA

Quando la fotografia incontra la letteratura può farsi poesia
  
ULTIMA PARTE

L'ultimo appuntamento del mese è con il poeta 
Iosif Brodskij
(per maggiori dettagli vi rimando ai miei due precedenti post.)




Iosif Brodskij poeta russo naturalizzato statunitense nacque a Leningrado il 24 Maggio 1940 e morì a New York il 28 Gennaio 1996. Nel 1958, a seguito della pubblicazione di alcune sue poesie su una rivista clandestina, venne riconosciuto come uno dei poeti di maggior talento della sua generazione. Ricevette il sostegno della poetessa Anna Achmatova che gli dedicò una delle sue raccolte (1963). Nel 1964 fu processato per "parassitismo sociale" e nel 1972 fu espulso dall'Unione Sovietica. Brodiskij abbandonò il suo paese con una piccola edizione di John Donne in tasca e quasi nient'altro e la prima persona che cercò in Occidente fu W.H.Auden.
Da quel giorno Iosif Brodskij diventò anche Joseph Brodsky, visse a New York vedendo nelle acque di Venezia quelle di Pietroburgo.
Nel 1987 fu insignito del premio Nobel per la letteratura, e nel suo discorso a Stoccolma individuò le radici della sua opera di classico contemporaneo in cinque poeti: Osip Mandel'stam, Anna Achmatova, Marina Cvetaeva, Robert Frost e W.H.Auden.

Alcuni tratti peculiari di Brodskkij sembrano derivati, per osmosi, dalla città: la disciplina dei colonnati illusionistici, la luce pallida e diffusa, "dove occhio e memoria operano con inusuale acuità", l'onnipresenza dell'acqua, il soffio di un vento saturo di alghe.
Le poesie che riporto sono tratte da Strofe Veneziane dalla raccolta "Poesie" Biblioteca Adelphi:
I
La nube, di notte spiegazzata, alza una vela di farina.
La guancia opaca acquista dallo schiaffo del fornaio
rossore, e nella bottega dell'usuraio
un rosario s'accende.
Ewa Monika Zebrowski
Vanno le barche spazzine. Come scolari in corsa
battono col bastone gli steccati, i raggi del mattino
ispezionano colonne, arcate, fosse,
ciocche d'alghe, mattoni.
VI
Così si sorge dalle acque, con un fiore in mano,
ammaliando la riva ruvida con la pelle liscia
e si scorda l'abito azzurro, anzi lo si lascia
diguazzare lontano.
S'incoraggiano così le pieghe, per non dire delle onde.
E dopo mille anni, pesci e uccelli accecando,
si cammina così sulle onde e così
in esse
ci si riflette, riguardando se stessi.
VIII
Io scrivo questi versi, seduto su una sedia bianca,
a cielo aperto, d'inverno, in giacca,
ebbro, e pronuncio frasi che allargano gli zigomi
nella lingua che è mia.
E intanto nella tazza si raffredda il caffè.
Sciaborda la laguna e tormenta con cento minimi sprazzi
lo sguardo intorbidito dall'ansia di fissare questo paesaggio
capace di fare a meno di me.

(1982) 

Ewa Monika Zebrowski


Su Ewa Monika Zebrowski vi riporto la parte di un'intervista che ci aiuta a capire meglio il suo lavoro. L'ha rilasciata qualche anno in occasione della serata organizzata dall'Agenzia culturale del Quebec in Italia.

(Queste fotografie le ho reperite dal web e forse non rendono merito a quest'artista) 

Qual è, nel suo lavoro, il rapporto tra immagini e parole?
Le parole mi aiutano a focalizzare meglio, e nella maggior parte dei casi, a migliorare l'editing. Mi faccio ispirare e orientare dalla parola scritta, sia essa prosa o poesia. Mi sento sfidata a esplorare la relazione tra linguaggio e immagine. Le parole, la poesia, la letteratura mi ispirano spesso e mi forniscono dei forti punti di partenza. Mi piace rispondere alla parola scritta con immagini, creare un dialogo tra la parola e l'immagine. Io stessa amo scrivere e scrivo sempre la frase di un artista per me stessa mentre lavoro su un progetto. Questo mi aiuta a chiarire il mio pensiero, il mio punto di vista. Mi piace inserire parole nelle mie mostre. Leggere nutre continuamente la mia pratica artistica. Nel mio lavoro c'è un dialogo interiore, un intreccio tra linguaggio e immagine. Ho sempre ritenuto che l'immagine potesse dar corpo alla parola scritta e viceversa. La narrazione implica sempre qualcosa di personale, una voce che racconta una storia. 

15 commenti:

  1. Molto interessante Stefania, conoscevo questo poeta per fama ma non avevo letto niente di suo, è stata una bella scoperta, grazie.

    Ti auguro una buona giornata.
    Antonella

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    1. Ti ringrazio per il tuo bel commento, sono sempre contenta di proporre qualcosa che incontra il vostro apprezzamento.
      Un abbraccio.

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  2. Ciao Stefania,
    molto belli i versi di Iosif Brodskij è vero derivati dalla città, come scrivi nella spiegazione. Di Ewa Monika Zebrowski, mi piace questo suo modo di associare le parole alle immagini, cosa che adoro fare anch'io e anche tu, visto che nei tuoi post parole e immagini si sposano sempre alla perfezione, cose se si raccontassero a vicenda.
    Un abbraccio e buona giornata

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    1. Hai ragione, è una cosa che amiamo fare anche noi..non ci soffermiamo mai solo alle parole, ma cerchiamo sempre di interpretarle con le immagini proprio per cercare di darle maggiore impatto e per un bisogno credo di comunicare qualcosa in più...
      Grazie mia cara, ho apprezzato molto il tuo commento.

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  3. Di notevole spessore gli intensi versi, di questo artista, che non conoscevo.
    Grazie. Stefania, delle valide "chicche", che sempre proponi alla nostra lettura
    Buona serata, e un saluto, silvia

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    1. Sono io che ringrazio te per la tua assidua presenza e per i commenti apprezzati che lasci.
      Ciao.

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  4. Post estremamente interessante di un personaggio che proprio non conoscevo....
    Adorabili versi che ti riportano al cullare di una gondola nella nostra Venezia!
    :::)))

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    1. Grazie mia cara, sono versi molto significativi ed intensi.
      Un abbraccio.

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  5. Versi molto belli che trasmettono specie nell'ultima poesia un senso di solitudine: "un paesaggio capace di fare a meno di me"...Quanto alla Zebrowski non posso fare a meno di condividerne il pensiero: l'armonia evocativa che scaturisce dalla vista della bellezza o anche imperfezione della natura, riesce a creare intense riflessioni poetiche...Buona giornata a te!

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    1. Mia cara Rosanna è un bellissimo commento quello che mi hai lasciato, hai fatto un'analisi accorta e significativa, grazie.

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  6. Dopo aver letto il tuo post, sono andato a cercare le poesie di questo autore che non conoscevo e ne sono rimasto incantato. Nei versi che hai pubblicato, se chiudo gli occhi riesco a visualizzare Venezia come lui la dscrive.
    Grazie per la condivisione :)
    un abbraccio
    Xavier

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    1. Beh, sono contenta di aver suscitato la tua curiosità.. Brodskij è un grande poeta, riesce nelle sue liriche a trasmettere vive sensazioni.
      Ciao, grazie a te.

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  7. Ciao Stafy,
    la fotografia mi ha sempre affascinato sin dall'infanzia, quest'artista Zebrowski, come riferito da lei, con le sue foto vuole creare un dialogo tra la parola e l'immagine, c'è qualcosa di più bello di questo?

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    1. E' sempre molto bello riuscire a creare un dialogo tra parola e immagine, credo sia un lavoro di sensibilità e armonia non sempre facile da realizzare.
      Grazie, mia cara, un abbraccio.

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