mercoledì 26 novembre 2014

POESIA DI PAULINA VINDERMAN



(Argentina, Buenos Aires, 1944)

Quale terrore è questo, radicato nella scrittura
come mestiere e dovere, come spine nella nebbia di marzo
che non può dissipare e tuttavia canta?

La dolcezza della fede nella parole che sfuggono
dal suo carcere è simile alla nostra sopravvivenza
in questa città senz'angeli.

Verrà il sole come sempre, a infrangersi di fronte
al mio stupore e verrà la notte come una fila
infaticabile di formiche.

E chiuderò questo quaderno, e sognerò alberi
rugosi ma senza ferite.

E con la clemenza della luce.


Claude Monet












Cit.:"La poesia è insurrezione solitaria" - Carlos Martinez Rivas (1924-1998) - Nicaragua

6 commenti:

  1. Cara Stefania, scopro ogni giorno sempre di più, la tua grande cultura nella poesia internazionale. Veramente bella questa poesia.
    Ciao e buon pomeriggio cara amica.
    Tomaso

    RispondiElimina
  2. Scelta ottima, per una proposta poetica, intensa e assai significativa
    Grazie, Stefania, per allietarci con queste ispirazioni lontane, ma di profondo rilievo
    Buon pomeriggio e un caro saluto, silvia

    RispondiElimina
  3. Sai sempre cogliere le cose più profonde e significative, siano esse rime poetiche
    o opere immortali.
    Ciao Stefania un caro saluto a presto

    Tiziano.

    RispondiElimina
  4. ...Verrà il sole come sempre, a infrangersi di fronte
    al mio stupore e verrà la notte come una fila
    infaticabile di formiche...
    Bellissimi questi versi.
    Grazie per il post cara Stefania ;)
    a presto
    un abbraccione

    RispondiElimina
  5. Versi sospesi tra sogno e realtà...

    RispondiElimina
  6. Un grazie sincero a tutti voi per i bellissimi apprezzamenti e un saluto affettuoso.

    RispondiElimina